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Città d' Arte italiane
Bologna
La città di Bologna conserva le tracce delle civiltà del passato e l'impronta dello splendore medievale. Visitata assiduamente dagli scrittori romantici, celebre per l'arte e la culinaria, è animata da una cultura cosmopolita alimentata dalla presenza dell'Università.
Sotto molte antiche case bolognesi, di struttura medievale si possono ancora trovare le fondazioni della città romana che risale al II secolo a.C. In certe case si trovano tracce di abitazioni che datano all'età del ferro.
Nel VI secolo a.C. Bologna fu una delle più importanti città etrusche della Padania e fu nota come Felsina. Nel IV secolo fu occupata dai galli Boi e nei secoli seguenti arrivarono i romani che mutarono il nome in Bononia.
Sotto i Romani Bologna fu una città fiorente, con ventimila abitanti, imponenti costruzioni ed un vasto teatro. Mantenne il suo prestigio nei secoli imperiali, ma dell'impero seguì il declino ed il suo perimetro si ridusse a poco a poco. Nel V secolo della nostra era, al tempo di San Petronio vescovo, la città iniziò la sua rinascita sino a conoscere, nell'XI secolo, una nuova fase di prosperità.
Bologna raggiunse il suo massimo splendore nel XIII secolo, non solo a causa dell'università ma anche perché le sue milizie cittadine sconfissero nel 1249 l'esercito dell'Imperatore e catturarono Re Enzo, figlio di Federico II di Svevia, trattenendolo prigioniero nella città sino alla morte.
Fu un secolo di riforme sociali: nel 1256 Bologna fu la prima città europea ad abolire la servitù della gleba. In quell'epoca fu ricostruita la cerchia delle mura e Bologna divenne uno dei dieci centri europei più popolosi, con uno sviluppo urbano pari a quello di Parigi.
Dal XIV secolo assistiamo a una serie di guerre sfortunate e di lotte civili, e alla progressiva soggezione della città al potere temporale dei papi. Così Bologna si avvia a perdere la sua piena sovranità. Durante più di due secoli essa fu volta a volta sotto il dominio dei Visconti, signori di Milano, sotto l'influenza del governo della Chiesa Romana, ebbe governi repubblicani, fu governata dalle più importanti famiglie cittadine in lotta tra loro per ottenere la supremazia.
Queste lotte familiari produssero uno sviluppo dell'architettura, della struttura urbanistica, della vita culturale. Ma dal XVI al XVIII secolo Bologna rimase inserita nello Stato della Chiesa, governata da un lato da un Cardinal Legato del Papa e dall'altro dal Senato della città. In questo periodo Bologna ospitò alcuni eventi di importanza storica, come l'incoronazione di Carlo V, l'incontro tra il papa Leone X e il re Francesco I di Francia, lo svolgimento di varie sessioni del Concilio di Trento.
Con l'arrivo di Napoleone, Bologna diventa prima capitale della Repubblica Cispadana e poi il secondo centro, dopo Milano, della repubblica Cisalpina.
La città partecipò attivamente alle lotte del Risorgimento e nel 1859, con l'annessione al Regno del Piemonte, entrò a far parte del nuovo stato italiano. L'importanza economica di Bologna risale al XI secolo, quando diventò uno dei più importanti centri economici europei, non solo a causa dell'università ma anche per lo sviluppo dell'industria tessile (arte della lana). Dotata di un sistema di approvvigionamento di energia idraulica che era tra i più avanzati del mondo, Bologna a partire dal XV secolo si specializzò nel setificio: i mulini da seta "alla bolognese" rappresentarono la più alta espressione della tecnologia europea sino al XVIII secolo.
A partire dal XVII secolo la città divenne famosa anche per l'industria alimentare e la culinaria. Nel XIX secolo divenne centro di servizi per un'area essenzialmente agricola.
Le celebrazioni del 1888 furono anche un tentativo per rilanciare l'economia della città in stretto rapporto con l'università.
Benché gravemente colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, Bologna è oggi un importante e ricco centro industriale e commerciale. I suoi cinquecentomila abitanti vivono intorno al più importante nodo ferroviario e autostradale del paese, dove il centro storico che, dopo Venezia, è il più integro tra quelli di tutte le città d'Italia, è circondato da costruzioni moderne, sedi per fiere e congressi, nuovi quartieri.
Bologna è una città particolare per l'integrità del suo tessuto urbano entro la cerchia delle mura medievali, che risalgono al XIV secolo. Questo tessuto è ancora intatto e domina, anche dal punto di vista visivo, le singole opere architettoniche. A Firenze e a Roma le opere architettoniche sono più importanti del disegno della città: a Bologna avviene il contrario. Qui anche i più bei palazzi rinascimentali e barocchi sono riassorbiti dalle maglie della planimetria medievale, e si allineano lungo direttrici a stella che partono dal cuore della città (dove stanno le due torri pendenti, Asinelli e Garisenda).
Bologna non ha piazze costruite per dare risalto a facciate imponenti. La continuità delle strade e dei 35 chilometri di portici, caratteristica della città, non consente ai palazzi di isolarsi. Un capolavoro come Palazzo Bevilacqua col suo magnifico prospetto lavorato a punta di diamante, o come i palazzi della nobiltà senatoria (Fantuzzi, Albergati, Montanari), si affacciano all'improvviso sul filo della strada, mentre i portoni si aprono inaspettatamente su interni spettacolari, magnifici cortili, ampi scaloni...
I Bibiena appartengono non a caso a questa città e dopo i loro trionfi bolognesi raggiunsero, come registi acclamati, le corti settecentesche europee.
I secoli d'oro dell'arte bolognese sono il XIV e il XVII. In virtù delle opere realizzate in questi secoli Bologna è rimasta tappa del viaggio rituale che tutti gli artisti e gli scrittori romantici, da Füssli a Goethe e Stendhal, intraprendevano dal nord verso Roma. Il primo exploit figurativo di Bologna è dovuto alla cultura cosmopolita che ha alimentato l'università. I monumenti religiosi del gotico, le chiese e i conventi di San Francesco e San Domenico con le tombe dei Glossatori, sono l'espressione di quel rapporto privilegiato con le regioni del nord che favorirà anche uno sviluppo della pittura e della miniatura nel XIV secolo (antigiottesco e antifiorentino).
Anche nel XVII secolo la pittura dei Carracci, di Guido Reni e del Guercino è antibarocca, in opposizione allo stile dominante a Roma. Essa dà origine al culto del classicismo e di Raffaello che garantirà a Bologna una grande fortuna in Francia e Inghilterra. Lo sviluppo dello Studium ha inciso sulla struttura urbana, incoraggiando una serie di iniziative che hanno dato una fisionomia particolare alla cittadella universitaria. Citiamo i collegi studenteschi (per esempio il celebre Collegio di Spagna, fondato nel 1367), la sede dello Studium voluta dal papa Pio IV (il palazzo dell'Archiginnasio, dove sorge lo stupendo Teatro Anatomico secentesco in legno d'abete), il palazzo del Cardinale Poggi, dove fu trasferito lo Studium in età napoleonica, la torre dello Osservatorio innalzata nel 1712 quale simbolo della nuova cultura scientifica, proiettata a livello urbano. Ma occorre ricordare anche le torri di età medievale, il complesso delle chiese di Santo Stefano, la maestosa basilica di San Petronio che domina la piazza principale della città, dove sorge il Palazzo Comunale. Nonostante gli sventramenti del XIX secolo e le distruzioni dell'ultima guerra, questa struttura urbana ha saputo conservare la sua integrità e il suo fascino.
Firenze: cosa vedere
Piazza San Giovanni
Cattedrale, iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio e finita con la cupola del Brunelleschi nel 1436:
- affresco con ritratto equestre di Giovanni Acuto di Paolo Uccello (1436);
- affresco con ritratto equestre di Nicolò da Tolentino di Andrea del Castagno (1456).

Battistero, la sua origine risale ai sec. V-VII tuttavia è tra il sec. XI e il XIII, in piena età comunale e repubblicana, che assume la forma che ancor oggi gli conosciamo:
- Porta nord: formelle con episodi del nuovo testamento eseguite nel 1401 da Lorenzo Ghiberti;
- Porta Est o del Paradiso: formelle con episodi del vecchio testamento realizzate nel 1434 da Lorenzo Ghiberti;
- Porta Sud: formelle con episodi della vita di San Giovanni Battista eseguite nel 1330 da Andrea Pisano.
Campanile, progettato da Giotto nel 1334. E' alto 85 metri.
Galleria dell'Accademia
- i quattro "prigioni" di Michelangelo (1504);
- David di Michelangelo (1504).
Convento di San Marco
Decorazioni a fresco delle celle dei frati opera del Beato Angelico (1387-1455) che qui visse e operò.
Piazza della Signoria
Palazzo Vecchio , iniziato nel 1299 su progetto di Arnolfo di Cambio:
- Studiolo e Tesoretto di Francesco I.
Loggia dei Lanzi,del 1380. Accoglie importanti sculture tra cui il Perseo del Cellini (1554) e il Ratto delle Sabine del Giambologna (1583).
Galleria degli Uffizi,è uno dei più grandi musei del mondo il cui nucleo originale risale al 1581. Tra le numerose opere in essa presenti:

- Madonna Ruccellai di Duccio di Buoninsegna (1285);
- Madonna di Ognissanti di Giotto (1310);
- Maestà di Cimabue (1280);
- Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (1423);
- Madonna del Cardellino di Raffaello (1507);
- La nascita di Venere del Botticelli (1486);
- Annunciazione di Simone Martini (1333);
- Pala di Santa Lucia dei Magnoli di Domenico Veneziano (1445);
- Ritratto di Federico di Montefeltro di Piero della Francesca (1465);
- Madonna dal collo lungo del Parmigianino (1534).
Ponte Vecchio
Ricostruito più volte, è il ponte più antico e famoso di Firenze, caratterizzato dalle gioiellerie in esso presenti.
Giardino di Boboli
Situato all'interno di Palazzo Pitti, è il prototipo del giardino all'italiana eseguito da Bartolome Ammanati a metà del '500.

Museo del Bargello
- formelle con la scena del Sacrificio di Isacco eseguite nel 1401 dal Ghiberti e dal Brunelleschi per partecipare al concorso bandito dalla corporazione fiorentina che soprintendeva ai lavori del Battistero per la realizzazione della Porta nord dello stesso (il concorso fu vinto dal Ghiberti);
- terrecotte di Giovanni, Andrea e Luca della Robbia (XV-XVI sec.);
- David di Donatello (1443);
- David del Verrocchio (1473-1475).

Basilica di Santa Croce
- Cappella Bardi: affreschi con le storie di San Francesco eseguite da Giotto dopo il 1317;
- affreschi con le storie di San Silvestro eseguite da Maso di Banco (1340).
Chiesa ded Carmine, Cappella Brancacci
- affreschi con le storie di San Pietro eseguiti dal Masaccio, da Masolino e da Filippino Lippi(1425).

Filippo Brunelleschi. Architetto, scultore. Firenze 1377 - 1446
Nella scultura studia la prospettiva ed il modo per riprodurre illusoriamente la profondità; infatti per collocare i suoi personaggi in ambienti realistici e dotati di profondità usa la tecnica dello stiacciato, sagomando plasticamente le figure in primo piano e sfumando quelle più lontane.
Giotto di Bordone. Pittore, scultore, architetto. Vespignano di Vicchio, Firenze 1267 - 1337
La sua pittura è caratterizzata dalla rappresentazione del volume, del movimento e dell'espressività delle figure. Ormai abbandonato quasi completamente il fondo d'oro, nelle scene dipinte da Giotto lo spazio in profondità viene rappresentato attraverso la prospettiva degli elementi architettonici e lo scorcio delle figure. La linea che disegna i contorni è scomparsa e le forme si distaccano l'una dall'altra per contrasti di colore. Con Giotto le figure esprimono le loro emozioni umane e la loro importanza non è più sottolineata dalle dimensioni ingigantite.
Donatello (Donato de' Bardi). Scultore. Firenze 1386 - 1466
La sua opera è caratterizzata dalla ricerca del rapporto tra la figura umana e lo spazio circostante attraverso la resa prospettica nel bassorilievo.
Masaccio (Tommaso di Ser Giovanni). Pittore. San Giovanni Valdarno, Arezzo 1401 - 1428/29
La sua opera è caratterizzata da uno stile monumentale, dal naturalismo realista, dalla sostituzione dei fondi dorati con paesaggi, dall'affermazione del nudo di stile classico e dalla piena assimilazione della prospettiva.

Milano
Milano fu fondata dalla popolazione celtica degli Insubri attorno al VI secolo AC. Come dimostrano prove archeologiche del XIX secolo probabilmente nacque come un piccolo villaggio, che un po' alla volota andò ingrandendosi. Secondo la tradizione riportata da Tito Livio la fondazione avvenne attorno al 600 AC ad opera del gallo Belloveso, nipote del sovrano dei Galli Biturigi che si insediò nel mezzo della pianura, sconfiggendo le precedenti popolazioni etrusche. Dalla posizione della città, situata nel mezzo di importanti vie di comunicazione derivò il nome Mediolanum. Era questa un'usanza tipica dei celti, infatti si ritrovano altre città in Gallia con lo stesso nome, da cui poi deriveranno Moiliens, Meuliens, Miolan. La leggenda fa risalire il nome dal rinvenimento da parte di Belloveso di una scrofa lanuta (in medio lanae) che divenne il simbolo della Milano gallica fino al IV secolo. Sembra che il centro della vita cittadina sia stato lo stesso di ora, all'incirca in piazza Duomo. Secondo Polibio qui sorgeva il tempio di una divinità gallica, Belisama, che egli identifica con Atena o Minerva, dove erano custodite le sacre insegne guerriere degli Insubri, dette le immobili.
Napoli
Perugia
Fin dall’epoca più antica Perugia svolse un ruolo egemone sul territorio circostante, grazie proprio alla sua eminente posizione topografica (a quota 493 m sul livello del mare), a dominio del Tevere, nel tratto in cui si apre sulla Valle Umbra, controllata dalle antiche città di Assisi, Spello e Spoleto. Al di là del dibattito sulle sue origini, se umbre o etrusche, in epoca arcaica (VII-VI a.C.) e con maggiore documentazione a partire dal V-IV secolo a.C., Perugia è uno dei più importanti centri dell’Etruria interna, insieme alle vicine Chiusi, a ovest, e Orvieto a sud. Grazie agli avamposti territoriali di Arna e Vettona, alla sinistra del Tevere, ben presto si assicurò il controllo di entrambe le rive del fiume e dei suoi guadi. Verso ovest, attraverso un prolungamento della via Amerina da Perusia a Clusium e le sue numerose diramazioni, Perugia era strettamente collegata con il lago Trasimeno, con l’agro chiusino e Cortona.
Roma
Nel corso della sua storia, più di due volte millenaria, Roma ha accumulato notevoli tesori d'arte ed un patrimonio archeologico che non ha uguali nel resto del mondo. Questo aspetto della città è costituito da due caratteri principali storicamente e culturalmente differenti:
la Roma antica
la Roma papale
Innumerevoli sono i resti archeologici, gli edifici monumentali, le chiese, le biblioteche, musei e gli istituti culturali.
I monumenti, nel loro insieme, permettono di ricostruire la storia della città. Nel periodo regio, e in particolare nel VI secolo, periodo di grande prosperità per la città sotto l'influenza etrusca, si realizzano le prime importanti opere pubbliche: il tempio di Giove sul Campidoglio, il santuario arcaico dell'area di S.Omobono, la costruzione della Cloaca Massima, che permise la bonifica dell'area del Foro Romano e la sua prima pavimentazione. Dopo l'invasione gallica (390 AC) venne costruita una grande cinta muraria, tuttora conservata in alcuni tratti, e nota con l'erroneo nome di Mura serviane. La città venne rapidamente ricostruita e a questa rapida ricostruzione gli storici romani attribuirono l'aspetto disordinato dell'urbanistica della città; in effetti questo si dovette alla sua crescita continua, che non seguì alcun piano preordinato, con gli edifici e le vie che si adattavano all'orografia. All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, che conosciamo solo nelle loro fasi successive. Si creano le prime strade consolari e i loro ponti sul Tevere e i primi acquedotti.Il tempio di Saturno nel Foro RomanoSolo a partire dal II secolo AC si vanno sviluppando le prime trasformazioni monumentali inserite in piani urbanistici coerenti (per esempio i templi repubblicani dell'area sacra di Largo Argentina, costruiti separatamente e unificati dall'inserimento in un grande portico. Nascono i tipi edilizi della basilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente in marmo è il Tempio rotondo del Foro Boario. I personaggi che conquistano grande prestigio personale e si contendono il potere iniziano a sviluppare progetti urbanistici di respiro sempre maggiore, a partire dai grandi portici della zona del Circo Flaminio, al Tabularium di Silla, che tuttora fa da sfondo al Foro Romano verso il Campidoglio, insieme al restauro del tempio capitolino. Pompeo lascia la sua traccia nella città con la costruzione di un grande teatro in muratura. Giulio Cesare crea una nuova piazza a suo nome, il Foro di Cesare, in contemporanea con il restauro della Curia, sede del Senato.La decorazione vegetale in uno dei rilievi esterni del recinto dell'Ara Pacis.Il maggiore sviluppo urbanistico e monumentale si ebbe nell'età imperiale.Con Augusto la città viene divisa in 14 regioni. Si completano gli interventi di Cesare e si avviano nuovi grandi progetti urbanistici, a partire dalla costruzione di un nuovo Foro di Augusto e dalla regolarizzazione dei lati della piazza del Foro Romano con la costruzione della basilica Giulia e il rifacimento della basilica Emilia. Augusto, in particolare con l'aiuto di Agrippa, suo amico e consigliere, si occupa anche della sistemazione del Campo Marzio, che si va arricchendo di edifici pubblici e monumenti. Nella zona più periferica si costruisce il suo mausoleo, e vengono eretti un grande orologio solare, che usa un obelisco come gnomone e l'Ara Pacis. Nell'area del Circo Flaminio viene costruito il teatro dedicato al nipote Marcello e, in più fasi, il tempio di Apollo Sosiano. Innumerevoli i restauri e gli adattamenti degli edifici più antichi, che gli permisero di affermare di aver trovato una città di mattoni e di lasciarla di marmo. La monumentalizzazione della città prosegue sotto i successori di Augusto. Nel 64, sotto il regno di Nerone uno spaventoso incendio quasi rase al suolo l'intera città. Per favorire un'ordinata ricostruzione e impedire le condizioni che favorivano il diffondersi degli incendi, sarà creato un nuovo piano regolatore, attuato però solo in parte. Nerone costruirà quindi la sua Domus Aurea e occuperà gli spazi compresi tra Celio, Esquilino (Oppio) e Palatino con un enorme villa. Dopo la morte di Nerone, gli imperatori Flavi, restituirono ad uso pubblico parte degli spazi occupati dalla sua residenza, costruendo le terme di Tito sul colle Oppio e il Colosseo. Sotto i Flavi si eressero inoltre, l'arco di Tito, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva, i palazzi imperiali sul Palatino ("Domus Flavia e "Domus Augustana") e uno Stadio di Domiziano, oggi ricalcato da piazza Navona. Castel Sant'AngeloCon Traiano si completa la serie dei Fori Imperiali con la grande piazza del Foro di Traiano con la celebre Colonna coclide e il contiguo complesso dei Mercati di Traiano. Vengono inoltre costruite le terme sul colle Oppio. Ad Adriano si deve il Pantheon nel suo attuale aspetto e la costruzione di un Mausoleo, oggi trasformato in Castel Sant'Angelo, ma l'attività edilizia rallenta. Si hanno ancora il tempio di Adriano, inserito più tardi nel Palazzo della Borsa, il tempio di Antonino e Faustina nel Foro Romano, la Colonna antonina dedicata a Marco Aurelio. Sotto i Severi vengono innalzati l'arco di Settimio Severo e le terme di Caracalla. Nel corso del III secolo a Roma, dove gli imperatori non sono quasi mai presenti, l'attività edilizia si arresta quasi del tutto. Vengono però costruite le Mura Aureliane volute dall'imperatore Aureliano a partire dal 272 DC: dopo secoli si teme nuovamente per la sicurezza della città. Le mura saranno successivamente rialzate e rafforzate più volte fino a raggiungere l'attuale e monumentale aspetto. Con la Tetrarchia si ha una ripresa dell'attività edilizia, con la costruzione delle terme di Diocleziano, della basilica e della grande villa di Massenzio sulla via Appia e dell'arco di Costantino. A partire da Costantino si cominciano ad erigere le prime grandi chiese cristiane: le basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme e le basiliche cimiteriali sorte presso le tombe dei martiri, collegati ai mausolei della famiglia imperiale, e ancora negli anni successivi Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Fino alla fine del secolo si continuarono tuttavia a restaurare gli edifici pubblici e i templi pagani.Il potere temporale dei papi ha poi riempito il territorio cittadino di chiese monumentali.Innumerevoli i resti architettonici sparsi nella campagna romana.

Venezia
Non si hanno notizie certe sulle origini della città: sembra tuttavia che Venezia sia nata a seguito del flusso di rifugiati che, abbandonando la pianura padana sotto la spinta dell'invasione da parte dei Longobardi del nord Italia nel 568.La laguna veneta era già da lungo tempo in parte abitata e vissuta da genti dedite alla pesca, alla coltivazione del sale, ai trasporti marittimi e alle molte altre attività connesse. Al riguardo si ricordano la piccola comunità di Torcello a pochi chilometri da Altino e l’insediamento di Grado vicino ad Aquileia. Cassiodoro intorno ai primi decenni del VI secolo ci da un dettagliato quadro della vita in laguna di quei tempi.La leggenda racconta la nascita di Venezia il 25 marzo del 421 (fonte: lo storico Alvise Zorzi), nelle sperdute e deserte isolette, lungo il corso di un profondo canale denominato rio-alto..rivo-alto..rivus-prealtus..rivus-altis..oggi Rialto. I Veneti della terraferma vi trovarono rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo: all’inizio furono insediamenti temporanei, in attesa che l’invasore passasse, per poi divenire stabili una volta che i rifugiati si abituarono alla vita lagunare e la trovarono piú sicura e preferibile all’incertezza delle città e delle campagne da cui provenivano. Cosí gradualmente, nel corso dei secoli sorse una nuova città sull’acqua che divenne Venezia, sulle sue 118 isole.Posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, sviluppò un forte spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), teoricamente eletto a vita, ma in pratica, spesso costretto a rimettere il proprio mandato a seguito di risultati insoddisfacenti del proprio governo.All'apice della sua potenza, Venezia controllava gran parte delle coste dell'Adriatico, molte delle isole dell'Egeo, inclusa Creta, e tra le principali forze commerciali nel Medio oriente. Il territorio della repubblica in Italia si estendeva fino al Lago di Garda ed al fiume Adda. Rispetto agli standard del tempo, il governo dei propri territori fu illuminato e molte delle città controllate da Venezia, come Bergamo, Brescia e Verona rivendicarono la sovranità veneziana durante la minaccia di invasioni straniere.Da un punto di vista di politica religiosa, la Repubblica di Venezia fu sempre gelosa della propria autonomia in campo ecclesiastico e caratterizzata da relativa tolleranza nei confronti di altre confessioni religiose. Questo atteggiamento indipendente pose la città spesso in contrasto con il Papato. E in una lunga controversia con il questo, Venezia affidò la difesa delle sue posizioni al teologo veneto, il servita fra Paolo Sarpi che si meritò la gratitudine della Repubblica.Una carta tedesca di Venezia (1888)Il 21 novembre 1630 il Senato di Venezia fece un solenne voto alla Madonna: se fosse cessata la peste che stava imperversando, sarebbe stato eretto un imponente tempio alla Madonna. Dagli annali risulta che proprio da quel giorno non si ebbero più notizie di vittime della peste. I Veneziani mantennero così il voto, ed edificarono subito il tempio che porta il nome di La Madonna della Salute, in stile barocco.Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il suo territorio come Repubblica Veneta comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Ma dopo 1070 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 la città venne conquistata da Napoleone Bonaparte. Il Doge Ludovico Manin viene costretto da Napoleone ad abdicare. Viene sciolto il Consiglio della Repubblica Veneta e viene proclamato il Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia. Il 16 maggio 1797 le truppe francesi occupano Venezia.Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 termina la Municipalità provvisoria di Venezia e vengono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro. Nasce la Provincia Veneta dell'Austria sotto Francesco II d'Asburgo Lorena, con l'ingresso degli austriaci in città il 18 gennaio 1798.A seguito della restaurazione dopo il periodo napoleonico, il 9 giugno 1815 con il congresso di Vienna Venezia passa al Regno Lombardo-Veneto e nel 1866 entra a far parte del Regno d'Italia.